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IL MISTERO DELLA VITA
OPPURE, PERCHE' CIO' CHE PENSIAMO E' QUELLO CHE CI ACCADE
"Gestisci le tue idee e
potrai gestire la tua coscienza.
Gestisci la tua coscienza e
potrai gestire la tua vita.
Gestisci la tua vita e
potrai gestire il tuo destino."
Robin Sharma
LA CONOSCENZA -
DALL'ANTICHITA AD OGGI
"...anche il film migliori di
questo mondo restano semplicemente illusioni. I quadri non si muovono nemmeno,
ma lasciano solo l'impressione di movimento. Luce variabile che come se si
movesse sullo schermo piatto, steso nel buio...la gente vanno a vedere i film per
divertirsi, per imparare qualcosa o per entrambe le cose. I film sono uguali
alla vita, vero? Perché allora capita che alcuni scelgono un dramma o un film
d'orrore? Tu non sei obbligato a vedere i loro film e loro - i tuoi. Questa noi
chiamiamo libertà. Alcuni sono felici, altri infelici. Sono infelici, perché
hanno preferito ad esserlo. Noi siamo degli esseri che giocano e si divertono,
noi siamo i favoriti dell'Universo. Noi non possiamo morire, noi possiamo
essere feriti giusto quanto le illusioni sullo schermo. In compenso, possiamo
credere, inculcarci, che siamo feriti. Possiamo credere, che siamo vittime, che
abbiamo ucciso o che siamo stati uccisi, che
vacilliamo tra la fortuna e l'avversità...Acquistiamo i biglietti per
questi film, paghiamo, dopo che abbiamo accettato crederci che lo spazio e il
tempo sono cose reali...Ne il tempo, ne lo spazio sono reali, ma chi non vuole
pagare il prezzo, non può accedere al nostro pianeta in nessun sistema del
tempo e dello spazio. Non è mica strano, scopriamo che sappiamo così tanto,
appunto chiedendo sé stessi e non gli altri. Chi inventa questi film? Chi
partecipa? Chi fa l'operatore, meccanico, il direttore del cinema, il controllo
biglietti, il gestore, chi guarderà tutto questo? Chi possiede la libertà di
uscire in bel mezzo del film, in un qualsiasi momento, di cambiare il soggetto
se lo decide, chi ha la libertà di guardare lo stesso film fino a languore?
Sempre noi! Perché d'istinto sappiamo che i film sono analoghi alla nostra
vita. Cosa rappresenta l'apparecchio di proiezione? La nostra immaginazione. E
il film? Forse quello che decidiamo di inserire nella nostra immaginazione.
Puoi tenere tra le mani la pellicola con il film pronto che ha un inizio, una
metà e una fine. E questi esistono contemporaneamente, nello stesso identico
secondo, in un millesimo del secondo. Il film esiste all'infuori del tempo che
ha stampato e se tu conosci la cosa, sai benissimo in linee massime cosa
accadrà, ancora prima di entrare nella sala. Sai che ci saranno le battaglie e
avventure, vincitori e vinti, amori, terrore, sai tutto dall'inizio alla fine. Ma
per distrarti, per essere rapito, per avere il massimo godimento, devi far
girare la pellicola nell'apparecchio di proiezione e vederla dall'inizio alla
fine...Per vivere l'illusione, necessiti di tempo e spazio. Quindi, paghi il tuo
bigliettino, prendi il tuo posto, ti dimentichi cosa succede fuori del cinema e
per te il film è iniziato..."
RICHARD BACH
Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?
Il primo saggio postosi queste domande, dà l'inizio alla filosofia come un
eterno desiderio, amore per la saggezza /gr. jileo + sojia/. Da allora ad oggi, l'umanità continua a
fondare le ipotesi e di cercare le risposte. In questo caso, la cosa veramente preziosa
non è se un giorno saranno trovate le risposte, ma che la ricerca non cede. Non
è mica vero che il progresso è radicato nel desiderio di scoprire le risposte?
Ogni ipotesi crea una teoria alla base della quale c'è il desiderio della
conoscenza. E' importante che essa sia giusta? No, naturalmente. Anche se
sbagliata, questa rimane sempre una vista verso la conoscenza. I fisici dicono
che a volte, un risultato negativo contiene più informazione da, quando
possiamo scoprire in uno positivo.
Gli antichi sumeri ebbero Dio
dell'astronomia, dell'agricoltura, dell'irrigazione, e i loro sacerdoti furono
ricercatori e tecnici che indagarono questi campi della conoscenza. Nell'antica
Grecia i filosofi pongono la domanda, perché siamo qui, sviluppano la teoria
dell'atomo, del movimento dei corpi celesti e l'etica umana. Nell'Europa
Medievale, la chiesa occidentale si innalza da padrone supremo, fondatore dei
Rè, terriero e porta voce della verità. La chiesa si nomina l'unica e sapiente
tutto. Il dogma fu legge. La scienza, però, continuò avanti e contestò il dogma
che la Terra è il centro dell'Universo. Così la Chiesa e la scienza divisero la
conoscenza, inventando il dualismo. La Chiesa prese l'invisibile, la scienza -
il visibile e fu nato il materialismo. Una tregua non facile - la scienza non
fu più limitata e cercò la vendetta. "Tutto l'invisibile è solo fantasia,
inganno! Noi siamo delle macchine prevedibili in un Universo prevedibile e
meccanico, gestito dalle rigide leggi universali." La chiesa rispose a questo
colpo e maledisse gli scienziati a bruciare nell'inferno. Darwin commentò - "Il
Creatore non è nulla, non esiste." "Noi siamo gestiti da mutazioni nelle
avventure insaziabili del DNA in un Universo insensato." Fra tempo, la scienza
e la religione lambiccarono il loro cervello per rispondersi alla domanda: "Se
tutto quanto fosse meccanico e Dio fosse il Creatore, che cosa viene chiesto a
noi, gli esseri umani?" La scienza sgorbiò sempre di più in un Universo morto e
così scoprì un enigma. Negli angoli nascosti dell'Universo e del tempo, gli
scienziati scoprirono un'energia infinita e misteri sconvolgenti, tutti quanti
supponendo, che noi siamo legati, che l'Universo fisico in sostanza non è
fisico, e il tempo e lo spazio sono semplicemente concetti di questa non
materialità.
UNIONE
La spiritualità ha la sua spiegazione scientifica.
Suona sensato, che la protocoscienza e i valori platonici, la bontà, le verità,
esistono a un livello fondamentale della geometria dello spazio e del tempo, e
possono influire alle nostre azioni, se fossimo aperti per loro. Essi ci
collegano con tutti gli altri esseri e l'Universo. La scienza crea le storie
con le quali viviamo. Solo che essa ci presenta una storia molto oscura. Ci
dice che siamo un errore genetico, che possediamo geni che ci sfruttano, per
trasmetterli alla prossima generazione e che il nostro mutare ha il principio
casuale. Ci dice che siamo gli outsider di questo Universo, che siamo soli, separati,
che siamo un errore solitario sun un pianeta solitario, in un Universo
solitario. Tutto questo forma la nostra concezione del mondo e noi stessi. Una
concezione da solitari. Ed ora capiamo che questa concezione della separazione
è una delle cose più distruttive, che crea tutti problemi nel mondo. Ci
rendiamo conto che questo paradigma è sbagliato, che noi non siamo separati, ma
siamo un'integrità, tutti quanti insieme. Nella nostra più profonda sostanza
noi siamo collegati. Ecco perché cerchiamo di capire e spiegarci le conseguenze
di questo. Ci serve un nuovo punto di vista spirituale dell'essere umano.
Perché i vecchi modi, le mitologie, le monarchie, i rè, Dio, il vecchio modo
scientifico di fare le cose, sono morti e devono essere seppelliti. Ci serve un
nuovo punto di vista. La fisica quantica ci aiuterà a fare il passo nella
giusta direzione.
La verità alla quale giungono la scienza e la
filosofia è la teoria dell'unione. In effetti, tutti noi siamo un'integrità e
esiste un rapporto invisibile tra tutto. Qualche "legame".
Chissà se tutte le realtà nel campo quantico dopo
esistono contemporaneamente? Noi esistiamo letteralmente in differenti mondi
individuali. Questo è il mondo macroscopico che vediamo, il mondo del nostro
io, il mondo dei nostri atomi, dei nostri nuclei atomici. Questi sono mondi
diversi con una propria lingua e matematica. E ognuno è completamente diverso
dagli altri, ma si completano tra di loro, perché io sono i miei atomi, ma
anche le cellule, io sono anche la mia fisiologia macroscopica, tutto questo è
verità. Questi sono semplicemente diversi livelli della verità. Accedendo a
questo livello di ragionamento, sorgono le domande: Perché siamo qui? Da che
cosa è fatta la mente? C'è una sostanza mentale?
OLOGRAMMA
La fisica e la neuro-fisiologia sono le scienze
dei due lati della realtà - quella esterna e quella interna. Lì dove si
intrecciano abbiamo la percezione di un mondo tridimensionale fatto di oggetti
rigidi, dove il tempo scorre lineare, dal passato per il presente, verso il
futuro. Due studiosi - il fisico quantico Davide Bom e il neuro-fisiologo Carl
Pribram, indipendentemente uno dall'altro, giungono allo sfondamento
rivoluzionario oltre i limiti della scienza conosciuta. Loro raccolgono le
prove esperimentali che ciò che accade nel punto d'incrocio, in effetti costruisce
il mondo.
La percezione crea la realtà e questa è
completamente diversa per le diverse forme di vita. Cercando una metafora
appropriata con la quale spiegare la complessità delle loro scoperte, entrambi
gli scienziati ricorrono al linguaggio dell'olografia. Una delle maggiori
scoperte del secolo scorso, l'immagine ologrammica, rappresenta un oggetto
tridimensionale, "creato" grazie a raggio laser. Per riuscire a fare l'immagine
sorprendentemente reale, il raggio laser trapassa la lastra ologrammica, sopra
la quale è stata già fotografata in maniera speciale l'immagine originale.
Usando l'olografia si possono creare visioni impossibili - ad esempio un
bicchiere che vaga per aria. Il manifesto non è una semplice negativa, ancora
meno assomiglia un bicchiere vero. Ad occhio nudo, somiglia piuttosto alla
superficie di lago, sopra la quale le gocce della pioggia disegnano larghi cerchi
concentrici, che si intrecciano. Il miracolo ologrammico della tecnica, diventa
sempre più sorprendente, quando rompiamo il manifesto. Anche con il pezzettino
più piccolo, possiamo riprodurre l'intero ologramma. Questa caratteristica di non
località o "la parte è l'integrità", è il principio fondamentale anche
nelle teorie contemporanee della fisica quantica e della neuro-fisiologia.
Un'altra caratteristica sorprendente della tecnica delle foto tridimensionali
è, che sulla stessa lastra è possibile stampare diverse immagini, che di
conseguenza possono essere sviluppate, cambiando l'angolazione del raggio
laser. In questa maniera, girando una lastra multilivello possiamo fare, sì che
il nostro bicchiere stanzi sopra le nostre teste.
Come descrivono Bom e Pribram le loro scoperte,
facendo paragone con l'olografia? Carl Pribram fu scontento della opinione
recente, che il cervello conserva ogni bit di informazione in reti separati di
cellule. La gente che soffrono di qualche genere di amnesia non dimenticano
solo la metà del loro nome. Dopo vari esperimenti con i topi, Pribram scopre
che i ricordi si conservano nell'intero cervello, non solo nelle loro zone
separate. Ad esempio, questo spiega perché,
nei centri corrotti del cervello, l'uomo non dimentica le singole operazioni
del programma di guida. O la perde completamente, o la riproduce del tutto. La
nuova teoria della memoria, dice: similmente alla lastra ologrammica, il
cervello stampa l'informazione in maniera non locale e la riproduce a pacchi
interi, anche se alcune parti risultano distrutte. E sempre similmente al
manifesto, del quale ogni inch quadrato custodisce informazione uguale a cinquanta
Bibbie, la materia grigia può codificare facilmente, usando l'olografia, circa 280 000 000 000 000 000 000 bit di
informazione di una vita di media lunghezza. Le manifestazioni ologrammiche del
cervello, spiegano anche la così detta memoria fotografica. Questa sarebbe la
capacità di alcune persone di descrivere dettagliatamente immagini, visti per
un secondo nel passato. Sperimentando con queste persone, i loro occhi svolgono
movimenti che ricordano la funzione di uno scanner. Il risveglio di avvenimenti
vecchi nella loro completezza è una prova della capacità della memoria di
proiettare scene ologrammiche. Un'altra funzione del cervello spiegata
insufficientemente, prima che Pribram offrisse il proprio modello, è la stessa
concezione tridimensionale. E' curioso, come la nostra coscienza costruisce
oggetti tridimensionali all'infuori di noi stessi, avendo presente che la
retina dell'occhio che elabora l'informazione visiva è di carattere
bidimensionale, e dovrebbe procurare immagini bidimensionali al nostro
cervello. Perché il nostro corpo visto in uno specchio ci sembra voluminoso,
quando invece è un semplice riflesso di luce sopra uno strato di mercurio? Una
domanda ancora più scomoda - come il cervello trasforma gli impulsi
bioelettrici dai nervi periferici, facendoci percepire come un oggetto rigido
tra altri oggetti rigidi? Non è vero che questi impulsi sono semplici
biovibrazioni con una determinata frequenza nel cervello - in che modo si
assembla questa percezione del corpo nello spazio? Perché talvolta il sistema
nervoso degli handicappati li dà quella sensazione ingannevole di sentire
l'estremità mancante? Quindi, la deduzione inflitta "dell'oggettività" degli
oggetti circondanti è un ologramma rigido, maestrale e proiettato specialmente
per noi dalla nostra coscienza.
Se chiudessimo gli occhi, percepiremo la posizione
degli oggetti nel luogo dove ci troviamo. L'informazione visiva o un contatto
diretto con questi manca. Vista razionalmente, questa sensazione non dovrebbe
presentarsi. Il nostro cervello continuamente proietta un modello spaziale
dell'ambiente più vicino, simile all'ologramma. Rilassando l'immaginazione,
l'incisione dei passi umani, può portare alla percezione della presenza fisica.
Tutte queste manifestazioni del cervello, conosciute ma inspiegabili, in
effetti, portano alla teoria di Pribram. Il cervello non è una semplice
macchina di registrazione della realtà, così come è. L'informazione si
codifica, si elabora e custodisce al principio dell'ologramma - come le onde
mentali, che non hanno nulla in comune con l'immagine "originale". La coscienza
/come portatore della percezione del mondo, il conosciuto/ è il ragio laser che
proietta attraverso la lastra ologrammica della materia grigia, un dettagliato
mondo unico e geniale. Cambiando "l'angolo" dell'attenzione, il cervello può
illuminare cose dimenticate da tempo o creare altre immagini ologrammiche. "...Noi siamo punti di coscienza a fuoco, che
possiedono enorme energia creativa. Quando entriamo all'arena ologrammica fatta
noi e chiamata tempo-spazio, noi subito iniziamo a generare particelle creative
in un interminabile, scatenato fuoco d'artificio, detto fantasioni. I
fantasioni non hanno una loro carica, ma si polarizzano facilmente grazie al
nostro atteggiamento e la forza delle nostre scelte e i nostri desideri,
creando i concettoni - particelle omogenee con grande energia, che possono
essere positive, negative o neutrali. Fanno parte dai concettoni positivi gli
esaltroni, gli emoziotroni, gli entusiasmotroni e i bontàtroni. Di solito i
concettoni negativi includono: i soffrotroni, i malincotroni, i depressotroni,
gli agotroni e i miserotroni. Un quantità indeterminata do concettoni si crea
in una continua esplosione, in uno sfogo creativo di ogni centro della
coscienza individuale. Si formano le nubi di concettoni, che possono essere
neutrali o di possedere una carica forte - vivace, leggera o pesante come
piombo, a seconda della natura delle particelle prevalenti. Ogni nanosecondo,
infinite quantità di nuvole di concettoni si accumulano e giungono una massa
critica, dopo di che gli sfoghi quantici si trasformano in probabili onde di
enorme energia, che si trasmettono con una velocità maggiore di quella della
luce e raggiungono il serbatoio eterno di super concentrati eventi possibili. Secondo
la carica e il carattere di queste onde probabili, gli stessi portano alla
chiarezza di alcuni possibili eventi in conformità con la polarità mentale
della coscienza creatrice e ricevono un'espressione ologrammica.
Gli eventi
materializzati divengono una parte dell'esperienza della mente creatrice. Essi
possiedono tutti gli aspetti della struttura fisica che servono per farli
apparire reali e in modo tale, che la mente creatrice possa trarre conclusioni.
Questo processo autonomo è la sorgente dal quale proviene ogni oggetto e evento
nel teatro del tempo-spazio. Ognuno può accertarsi nella veracità dell'ipotesi
dei fatasioni. Secondo questa ipotesi, quando noi rivolgiamo la nostra
coscienza in una direzione positiva e vitale, quando impegniamo le nostre idee
con questi valori positivi, noi carichiamo di una carica positiva un'enorme
massa di concettoni, realizziamo probabili onde favorevoli ed esse dirigono
verso noi una serie di potenziali eventi utili, che nel caso contrario potevamo
crederci inesistenti.
Il
contrario è vero in relazione della creazione degli eventi negativi e
altrettanto, quelli impersonali. Inconsapevolmente o in piena coscienza, noi
non solo scegliamo ma anche creiamo le condizioni esterne, che meglio risuonano
al nostro stato interiore... "
Richard Bach
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