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Un uomo, dopo aver comprato l'albero di Natale per i suoi figli, decide di fermarsi nella taverna e gratificarsi per la buona azione. Beve una quantità decente, dopo di che se ne va, tenendo il piccolo pino davanti sé. Grazie all'alcol bevuto, andando per la strada barcolla sul marciapiede in su in giù.
Un allegro gruppo di giovani che si avvicina a lui si mette a sparlare:
- Hehe! Guarda questo come dondola per la strada! Uno dei marciapiedi è proprio suo, ma anche l'altro non lo lascia!
Offeso da questo comportamento, l'uomo risponde:
- E che? Anche voi se vi trovaste in una pineta così fitta - anche voi vi perdereste!
Vi racconto questo aneddoto per esaminare attentamente le cose che facciamo. Provo a darvi qualche suggerimento:
- cerchiamo un premio qualsiasi - morale o materiale - per tutte le cose che facciamo, persino l'acquisto di un albero di Natale, che darà gioia ai propri figli.
- dopo di che mettiamo di fronte a noi le proprie predisposizioni e ci meravigliamo se davanti troviamo "un'enorme pineta fitta", invece di una strada dritta sulla quale camminare.
- girovaghiamo nella "boscaglia" della vita, senza capire che questa non è una boscaglia, ma il piccolo pino della nostra concezione del mondo.
- inebriati dal proprio egocentrismo e dalla nostra autostima, quelli che noi stessi abbiamo voluto, raggiunto e confermato, girovaghiamo persino, quando di fronte a noi c'è una strada larga e dritta.
- quando ci dicono la verità invece di verificare se la gente che ce la dice avesse ragione, noi ci offendiamo. Ancor di più - siamo pronti a rappresentare il nostro piccolo pino personale di idee, insicurezze e pregiudizi come un'intera pineta.
- e alla fine, così cerchiamo la nostra scusa per questa esagerazione. Fine conti anche Lei (qualunque sia) si sarebbe perso in questo bosco, vero?
Proposta:
Buttiamo via il piccolo pino delle proprie insicurezze, predisposizioni e miscredenza di fronte a noi, per intraprendere la grande strada del pensiero positivo.
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