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Guarire sè stessi - Alcuni frammenti del "Il Potere del subconscio" E-mail

libroL'ORGANISMO È UN MECCANISMO AUTOCURANTE

...Permettetemi di presentarvi Martin Brofman. Lui vi raccinterà la propria storia:
"All'età di 34 anni mi sono trovato in ospedale ed i medici mi hanno detto di avere un tumore nel midollo spinale. Era maligno e fu diagnosticato come entrato in uno stadio non curabile. Mi hanno detto che mi rimangono da due mesi ad un anno di vita. Dopo alcune settimane di piena disperazione ho deciso di provare di aiutarmi da solo.
Ho iniziato a meditare due volte al giorno per 15 minuti. Su uno schermo immaginario, nella mente, vedevo il mio corpo ed il cancro. Ogni volta che "vedevo" il tumore lo immaginavo più piccolo della volta scorsa. Tutto avveniva nella mia mente. Potevo immaginarlo come volevo. Mentalmente vedevo come le cellule cancerogene si disperdono sotto l'azione del mio sistema immunitario e dicevo a me stesso che li buttavo fuori dal mio corpo ogni volta che andavo al bagno. Quando sentivo una voce intern ache mi sussurrava che il mio stato non migliorava, la calmavo insistendo che in realtà stavo meglio. Meditando mi ripetevo in continuazione: "Ogni giorno, da ogni punto di vista, io sto migliorando sempre di più.", finchè non ci ho creduto.
Oltre ad occuparmi di meditazione, ho deciso di rafforzare le mie sensazioni di miglioramento del mio stato anche in altri modi. Quando nel mio corpo  nascevano delle strane sensazioni od un dolore, non avevo più paura dal pensiero che il cancro che sta crescendo mi sta avvicinando pian piano alla morte, ma mi dicevo che questa è "energia" che agisce sul tumore, lo ristringe e lo rende sempre più piccolo facendomi sentire sempre meglio. Dopo di che aspettavo con ansia le sensazioni di cui avevo tanta paura prima.
Mi ricordavo costantemente, ogni giorno, dei modi in cui il mio stato stato sta migliorando. M'imponevo a credere che il cibo che mangiavo era pieno di energia che sta migliorando la mia salute. Mi ricordavo delle persone che mi volevano bene e affermavo che questo affetto è energia che pure potrebbe essere usata per accelerare il processo di guarigione.
Non avevo modo di sapere se tutte queste tecniche funzionavano o no, ma ho deciso che, se mi sento meglio, vuol dire che fanno effetto. Ogni giorno, proprio come m'imponevo a pensare, la mia mobilità e le mie energia tornavano.
Passarono due mesi dal momento in cui ho inziato a probrammare la mia coscienza ed arrivò il momento in cui dovevo fare la visita dal mio medico.
Il medico rimase di stucco. Dal cancro non era rimasta nemmeno una traccia. Non riusciva a crederci. La sua reazione era proprio come l'avevo visualizzata. Mi sono avviato verso casa per comunicare la buona notizia a mia moglie e sorridevo durante tutto il percorso."
Tenete presente che questo non è affatto un caso isolato. Esistono migliaia di esempi di guarigione dopo l'applicazione di metodi del genere.
Mi ricordo come una volta lo dissi ad un gruppo di studenti ed una donna si alzò e ci confidò:
"Ancora da piccola ripeto a me stessa: "io sono una persona che non prende mai il raffreddore". Me lo ripetevo sempre e sapete cosa? Non prendo mai il raffreddore."
Nel momento in cui ha smesso di parlare, si è alzato un uomo ben vestito, cinquantenne. "È molto interessante - disse lui, lo sapete che da piccolo mi ripeto che posso sopportare all'anno una-due influenze. Me lo sono sempre detto e sapete cosa? Ogni volta mi ammalo una-due volte." Noi abbiamo riso, ma abbiamo anche imparato una lezione importante.
...Una serie di sperimenti descritti da Jerome Frank, uno specialsita dell'effetto placebo, dimostrano perfettamente come ciò in cui credete ha un'influenza sulle cose che vi succedono. Durante gli sperimenti di Frankai paziendi davano da una a tre sostanze diverse: un antidolorifico molto leggero, un placebo innocuo, ma senza effetto ed una grande dose di morfina.
Due terzi dei pazienti ai quali venne somministrato il placebo innocuo erano convinti di prendere la morfina e dichiararono che i dolori erano spariti.
Più della metà dei pazienti ai quali venne somminsitrata la morfina, ma sapevano di prendere un anticolorifico molto leggero, dichiararono di avere ancora dei dolori.
E quando ai pazienti somministrarono il placebo avvertendoli che aveva provocato mal di testa nei casi precedenti, tre quarti di loro si sono lamentati di mal di testa.
Quello che i pazienti hanno creduto che succedeva era più importante di quello che è veramente successo. Gli sperimenti nella medicina da tempo hanno riconosciuto l'effetto placebo, ma questo sperimento ha superato tutti mostrando dei risultati molto interessanti. Si svolse senza che i medici ne fossero a conoscenza, anche loro furono ingannati e le conseguenze furono sorprendenti. Quando i medici somministravano placebo, pensando che fosse morfina, l'effetto sui pazienti aumentava. Poi lo sperimento fu cambiato. Quando I medici credevano di somminsitrare placebo invece di morfina, l'effetto della morfina diminuiva. Evidentemente la convinzione dei medici aveva influenzato i risultati nello stesso modo in cui aveva fatto effetto sui pazienti. Mo com'è possibile? Come i pensieri dei medici possono fare influenza sui pazienti? Non è più importante quello che pensa il malato? Forse in qualche modo, subconsciamente, il medico trasmette al paziente le sue aspettative dell'effetto che farà la medicina? Se è vero, è una cosa che dovrete ricordarvi quando vi capita di prendervi cura di un parente od un amico malato. Il nostro atteggiamento può curare non solo noi stessi, ma anche gli altri.

OGNI PERSONA È DIVERSA

Il dott. Patricia Norris, della Fondazione Karl Menninger, che insegna ai propri pazienti di usare la forza del pensiero per la lotta contro le malattie, racconta la storia di un ragazzino di nove anni che è guarito da un tumore maligno con l'aiuto di una visualizzazione tipo "Guerre stellari".
"Garret Potter era nell'ultimo stadio della malattia, gli restavano circa sei mesi di vita. Aveva un tumore virulente maligno. La terapia con raggi non aveva dato nessun risultato. L'intervento chirurgico era impossibile a causa della posizione del tumore. Se cadeva, il bambino addirittura non riusciva ad alzarsi da solo.
Lui aveva iniziato ad immaginare il proprio sistema immunitario come forte e potente. Aveva usato la visualizzazione dal film "Guerre stellari", il suo cervello era il Sistema Solare ed il tumore - l'invasore maligno. Immaginava sè stesso come il condottiero di un esercito stellare che combatteva con il cancro e lo distruggeva.
Garret usava questa tecnica per venti minuti ogni notte. Dall'inizio il suo stato era peggiorato, poi man mano aveva iniziato a migliorare. Dopo cinque mesi gli fu fatto un tomogramma al cervello. Il tumore era sparito.
Arrivati alla conclusione che la terapia con I raggi non era efficacie, fu usato solo il metodo della visualizzazione."
Ogni persona è diversa. La tecnica che ha funzionato con Garret Potter potrebbe non essere adatta a tutti. A volte è necessario un atteggiamento meno agressivo verso la malattia.
Il dott. David Bresler, direttore del reparto "Controllo del dolore" di Los Angeles, descrive una tecnica usata da lui per aiutare un paziente. "L'uomo aveva dei dolori terribili. Abbiamo provato tutto quello che ci è venuto in mente. Alla fine ho deciso di usare la costruzione di immaggini diretta." Dicendo all'uomo di sedersi comodamente su una sedia, il dott. Bresler lo ha pregato di disegnare il proprio dolore nel modo più esatto possibile. Presto il paziente disse che riesce a "vedere" un enorme cane feroce che stringeva tra i denti la sua colonna vertebrale. Dopo di che il paziente doveva immaginare di fare amicizia con il cane, di parlarci. Facendo questo il paziente ha sentito che il dolore diminuiva e, dopo alcune sedute, era del tutto sparito. Come molti altri, anche lui ha ritrovato la salute dopo aver smesso di lottare con la malattia.
L'atleta Kevin O'Neal è riuscito a salvare la propria carriera usando la forza del proprio pensiero. Dopo un grave incidente durante il ciclismo, una delle sue mani aveva una brutta rottura e ciò aveva influito sulla sua sicurezza. Era successo una settimana prima di una gara importante di triathlon, ma O'Neal ha iniziato ad immaginare di entrare nel proprio corpo e di assemblare le ossa rotte. In risultato a questa visualizzazione le ossa si saldarono due volte più velocemente di quanto si aspettava e lui era in grado di prendere parte alla gara.
Storie del genere possono essere raccontate all'infinito.
Il dott. Paul Rennie, di Vancouver, Colombia Britannica, generalizza tutto molto bene: "La mente è una risorsa inutilizzata che ancora dev'essere esaminata del tutto. Proprio la mente deve diventare oggetto di un'analisi approfondita." Un'altra grande autorità, vincitore del premio Nobel, Joshua Lederberg, chiama le ricerche in questo campo "il passo pi‘ importante verso la medicina moderna."
La nostra salute è nelle nostre mani. Noi siamo obbligati a giocare un ruolo principale nella difesa della nostra salute e nella terapia dell'organismo. Ammalandoci, non dobiamo far strada passivamente alla malattia, ma di prenderci la responsabilità della nostra guarigione. In fin dei conti, come il dott. Albert Shhweitzer ha sempre detto, "il vero dottore è dentro di noi."

 
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